La scorsa settimana ho presentato lo Sciamanesimo durante una serata in un locale pubblico.

Avevo un’ora e mezza a disposizione per cercare di far comprendere ai miei ascoltatori quello che lo Sciamanesimo mi aveva dato, le varie pratiche che si possono fare nel nostro quotidiano, una breve immersione nel suono del mio tamburo e una cerimonia del fumo per chi l’avesse gradita. Tanta roba, insomma!

Non è stato semplice…

Due sono stati gli ostacoli incontrati.

Il primo era quello di dover raccontare di qualcosa che si basa sul concetto “non chiedere perché, prova e poi, se proprio ne senti il bisogno, cerca di capire”.

Quella sera mi veniva chiesto di fare esattamente il contrario! Far capire che non c’è nulla da “capire” senza avere l’opportunità di far fare pratica dato il contesto in cui si svolgeva l’evento.

Noi occidentali soppesiamo troppo tutto quello che ci incuriosisce … prima di provarlo dobbiamo sapere, conoscere, scavare, filtrare, valutare e solo dopo aver intrapreso una lunga battaglia mentale tra i pro e i contro, decidiamo! E quante opportunità di crescita ci precludiamo! Solo una cosa bisognerebbe fare quando qualcosa ci interessa: ascoltare il nostro cuore, senza ma, senza forse, senza “sì però forse magari non so”.

L’altro ostacolo di questo evento era parlare di spiritualità.

In un mondo che corre sempre più veloce, parlare di qualcosa che invece richiede un rallentamento dei pensieri e delle azioni, sembra già perdente in partenza.

Molte persone sono attratte dallo Sciamanesimo, ma hanno quasi timore a chiedere o a farsi vedere interessate perché viene associato a pratiche che sembrano improponibili nel mondo moderno, sembrano troppo antiche, sorpassate, ammantate di magia e mistero, lontane dal nostro quotidiano, si pensa che bisognerà cambiare radicalmente la propria vita rinnegando tutto quello che si è stati e in cui si è creduto fino a quel momento per ritirarsi in un bosco a vivere di bacche e di canti intorno al fuoco . Lo Sciamanesimo, al contrario, è forse la pratica che meglio può soddisfare il bisogno primario dell’uomo moderno: un avvicinamento alla natura che non sia solo per stare bene fisicamente ma anche spiritualmente. A volte può riavvicinare anche alla Fede Religiosa da cui ci si era allontanati.

Le persone vogliono riconnettersi con la voce dell’Universo, quella che sentivano da bambini, ma non sanno come fare.. e quella sera, gli adulti che sono entrati, si sono trasformati in bimbe e bimbi felici di sapere che esiste un canale di comunicazione ancora aperto con la Natura.

Tenere alta l’attenzione è stato più semplice del previsto! Dopo aver cambiato la scaletta degli argomenti almeno 6 volte nelle poche ore che precedevano l’evento, grazie alla presenza rassicurante del mio tamburo e di un piccolo rametto di legno raccolto a Vetan, la serata è andata via liscia tra persone seriamente interessate ed energeticamente connesse tra loro tanto da far loro percepire, durante il breve bagno sonoro di tamburo, la presenza degli Animali di Potere della persone sedute al loro fianco.

Una cosa l’ho capita da questa esperienza:

mai uscire senza il tamburo sciamanico, perché dove non arrivo io con le parole, arriva lui, con il suo battito……e scioglie il ghiaccio attorno al cuore delle persone….