Domenica 20 gennaio è partito il percorso di Biodanza&Sciamanesimo, in 4 tappe, attraverso gli elementi Terra-Acqua-Aria-Fuoco. É stato faticoso farlo partire per vari motivi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Mi sono fermata un po’ a riflettere su uno di questi “motivi”: l’affermazione “Se fosse stato solo un percorso di sciamanesimo l’avrei fatto”.

Questa frase mi ha dato modo di riflettere perché invece io vedo le due pratiche perfettamente integrate tra di loro, anzi.. la Biodanza della mattina è il giusto mezzo per prepararsi al lavoro sciamanico del pomeriggio. Credo che non tutti sanno che anche la danza è una modalità per raggiungere lo stato estatico sciamanico e tendono così ad escludere qualsiasi attività esuli dal viaggio sciamanico per incontrare gli spiriti alleati.

Per quelli che non considerano la Biodanza utile in un seminario dove c’è Sciamanesimo, posso solo dire che non può esistere una buona pratica sciamanica senza che questa passi attraverso il nostro corpo, senza la consapevolezza di averne uno e di ascoltarlo. Non per forza deve essere la Biodanza, mi riferisco ad un discorso più ampio.

Noi siamo fatti dei 4 elementi e la Terra è quella che rappresenta la nostra parte materica, fisica, la concretizzazione del nostro spirito qui su questo pianeta.

Siamo incarnati, ma possiamo dimenticarlo.

SPIRITO e MATERIA dovrebbero essere importanti allo stesso modo per il praticante di Sciamanesimo.

E non solo per lui.

Il neofita di questa pratica è spesso legato quasi esclusivamente al viaggio sciamanico e all’aspetto visionario dello Sciamanesimo, col tempo però si arriva a capire che non è solo qualcosa di estatico, ma abbraccia anche tante pratiche legate al corpo (la Tensegrità per fare un esempio a me molto caro). 

Troppi insegnamenti, in un passato non molto lontano, hanno cercato di sottolineare maggiormente il concetto di dualità portandoci a pensare che il corpo fosse solo un impedimento al raggiungimento della tanto ricercata “illuminazione”. Cercando di portare tutta la nostra attenzione solo ad un concetto di vita spirituale siamo andati a distaccarci da ciò che caratterizza l’essere umano: la sua dualità dove corpo e spirito sono importanti nello stesso modo.

Mi è capitato, durante dei viaggi sciamanici, di sentire qualcuno dire di non riuscire a vedere nulla nonostante il forte intento. Questo perché la nostra attenzione è focalizzata sulla visione estatica dimenticando che il viaggio lo si sta facendo con un corpo fisico. La comunicazione del Nagual sa che noi siamo umani e corporei, quindi ci sono volte che cerca di parlarci attraverso sensazioni, suoni, odori, percezioni meramente fisiche.

Noi però non riceviamo il messaggio perché viviamo nella nostra mente come la società di oggi ci spinge a fare. Anche quando camminiamo, il nostro essere è tutto nella mente, nei pensieri che ci distolgono dalla consapevolezza di avere un corpo.

Quindi penso che utilizzare pratiche che lavorano sul corpo (movimento o respiro) prima di connettersi con gli Spiriti, sia un ottimo modo per rendere più rapida e fluida questa connessione.

Perché se la mente è ingannevole, il corpo non lo è.